martedì 19 maggio 2009

A CAMERINO CON LA 124


un altro bel “giretto” di 200 Km con la 124! …… e che altro sennò??

Dunque finalmente comincia arrivare il tempo bello. E il caldo. E come dice anche Paola, giustamente, la 124 ce la dobbiamo godere adesso, poi si va al mare.

Quindi, con lei sempre entusiasta partiamo verso le 10. Ieri era una giornata splendida, estiva: il termometro segnava 30°! il giro è andato così: Falconara, Jesi, Gola della Rossa sempre sulla statale Clementina vecchia. Arrivo alle porte di Fabriano, uscita ad Albacina; poi Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo, Camerino. Facciamo il pieno e il benzinaio, un ragazzo della mia età ammira la 124, gli piace e mi fa rimarcare che deve essere ben robusta e “dura” in caso di incidente. Faccio gli scongiuri e partiamo. La lancetta dell’indicatore segna 4/4. Con 20 Euro ci passa la paura.

Questo giro è uno degli itinerari che ben 21 anni fa facevo come corriere. La 124 romba allegra per la via Clementina, la mattina c’è ancora un’arietta frizzante di campagna, i paesetti sono ancora assonnati, è Sabato, in giro quasi solo persone anziane. Col fatto che ci sono i 70 quasi fino a Fabriano nessuno rompe ma quando qualcuno vuole passare a tutti i costi io sto il più possibile a destra.

A Cerreto d’Esi facciamo una sosta, guarda caso proprio davanti la sede della Motorizzazione; ebbene, là fuori sul piazzale ci sono un paio di auto storiche, una 131 serie III e una Ritmo Abarth 125 I^ serie, in buono stato. Dietro, in un piazzale in rovina c’è addirittura accantonata, ancora con le targhe, una preziosa Innocenti J3 dei primi anni ’60, in discrete condizioni.

Ma non c’è nessuno, non posso parlare con nessuno: sarei interessato alla sorte della povera Innocenti. Ripartiamo. Naturalmente su quelle strade c’è di tutto, camion, camietti, Apetti, trattori; di tutto di più per collaudare l’elasticità di marcia e il rendimento del motore della nostra signora. La 124 va a meraviglia, il motore gira senza irregolarità, la ripresa è eccellente anche da basse velocità, la frenata veramente buona. Tutto funziona ottimamente, anche l’impianto di raffreddamento: la temperatura non subisce grandi variazioni durante i vari tipi di percorso.

Fra le chicche che ci dobbiamo sorbire c’è un enorme Tir-autobotte che ci fa tribolare per un bel pezzo, poi il classico trattore enorme in viaggio di trasferimento da un podere ad un altro. Quindi spesso 1^ - 2^ - 3^ ma Occhialona non fa una piega. Tutti ci rispettano perché lei va come un’auto dei nostri giorni. Quando nelle statali riusciamo a viaggiare normalmente i più non ci sorpassano perché la 124 va come tutte e non infastidiamo nessuno. Molto utile si rivela il ventilatore interno della vettura perché, sebbene viaggiamo coi finestrini aperti, in fila o ai semafori un po’ di movimento d’aria fa comunque piacere e così la 124 fa quello che può per renderci il viaggio confortevole.

Arriviamo a Camerino, antica città e sede di una famosa università. Camerino fu gravemente danneggiata dal terremoto dell’Umbria di 12 anni fa ma è stata risistemata a meraviglia. Ci fermiamo nella piazza centrale del paese. E’ allegra, c’è gente ma non troppa. Sono quasi tutti studenti universitari, tanta gioventù, seduti ai tavoli del bar. Prendiamo un caffè, facciamo le fotine, ci riposiamo un po’ all’ombra dei portici della cattedrale. C’è qualche turista, gli immancabili giapponesi che fotografano tutto, qualche “vitellone” perditempo che va appresso alle ragazze con la macchina di papà.

In questi paesi si vive veramente bene. Hanno tutto, natura, campagna e aria buona in primis. Sono a misura d’uomo.

Al ritorno torniamo a Castelraimondo e poi giriamo per San Severino Marche e andiamo verso Macerata. Paola è entusiasta di questi bei posti. La campagna marchigiana, molto ben curata e con la natura rigogliosa di questi tempi offre uno spettacolo veramente entusiasmante. Anche le cittadine, le attività, tutto senza frenesia. Ci sono parecchi bei casali e agriturismo, ecco perché inglesi e tedeschi si comprano tutto. La nostra andatura è da passeggio, 60-70 Km/h come del resto tutti nelle statali. Ma la 124 si comporta molto bene anche in salita e in discesa, dove – tra l’altro – sfoggia un eccellente freno-motore; così facendo l’uso dei freni è ottimale …e poi abbiamo quattro dischi, ehehehe!

In un’occasione però interrompo l’idillio. Fuori di Montefano ci troviamo davanti un altro noioso tir che fa da tappo. Abbiamo viaggiato sempre diligentemente e pazientemente ma adesso cominciamo ad essere stufi di avere questi pachidermi lenti sempre tra i piedi. La 124 è oltre metà del rodaggio, Piero mi sfotte sempre che devo tirare un po’ più le marce; ecco che davanti a noi c’è un breve rettilineo e allora decisione fulminea, dentro la terza e affondata decisa dell’acceleratore. La 124 letteralmente ruggisce e fa un balzo in avanti. Il motore urla per qualche secondo, il lancettone arriva a 80 e poi subito dentro la quarta e il bisonte sparisce dietro di noi. “Sorpresa eeh?” faccio a Paola ridendo, perché la scorgo un po’ sorpresa e irrigidita sul sedile. “No, no hai fatto benissimo, non ne potevo più di questi cosi” mi risponde. Ad una lunga salita, su per Osimo, lancio la 124 intenzionalmente e tengo la quarta finchè la regge. Ma poi in terza va su che è un missile, nessuno se la sente di sorpassarci, non ce ne è bisogno.

Arriviamo a casa verso le 14, con 200 Km percorsi in quattro ore circa, pause comprese. Naturalmente mi tengo la 124 su a casa perché prima di riportarla giù voglio toglierle tutti moscerini e insetti appiccicati e/o esplosi sul parabrezza o sul muso. Se si seccano poi è veramente noioso toglierli. Paola è veramente contenta e soddisfatta, il giro le è piaciuto molto e io, conoscendola, glie l’ho fatto fare apposta.

La 124 è una meraviglia e fa il suo dovere appieno come se fosse nuova. Adesso, dopo questo bel viaggio, possiamo fare le nostre considerazioni. L’auto è O.K. al 100%, funziona veramente bene. Tutto quello che hanno scritto di lei risponde a verità. Tutte le qualità che le vengono attribuite sono vere, è un’auto veramente comoda. Poi se uno si presta a conoscerla un po’ se la gode appieno.

Lo spauracchio del surriscaldamento mi suona un po’ come una cosa molto esagerata, una storiella forse troppo rimarcata; l’impianto di raffreddamento – come affermato anche da Ugo Colla nel suo splendido libro – funziona in maniera eccellente, la temperatura non subisce variazioni di rilievo e l’auto va alla grande.E ieri era veramente caldo, ripeto abbiamo letto 30°.Idem per l’impianto frenante: come scritto sull’utilissimo Bignami il servofreno è superfluo per davvero. Se usi l’auto come da regole, cioè come auto da famiglia l’impianto è efficiente e adeguato.

Teoricamente la si potrebbe usare tutti i giorni ma non avrebbe senso perché consuma abbastanza (fa i suoi onesti 10 al litro che per oggi è poco) e l’autonomia è davvero ridotta, solo 300 Km, pochi per gli standard odierni; sempre abituati ad oggi, una lunga permanenza al volante stanca un po, la strada la senti tutta . Quest’auto ha meritato il suo grande successo in pieno, è stata un’auto veramente notevole ha scritto una pagina gloriosa nella storia dell’automobile.