domenica 24 ottobre 2010

LA GEMELLA SOPRAVVISSUTA

Nella mia città c' è un mio collega in pensione che conserva amorosamente una gemella della nostra beniamina, una 124/ 1200 prima serie. E' quella bianca nelle foto a corredo del presente articolo.
Oramai un annetto fa circa mi stavo recando da Piero, quando giunto a circa cento metri dalla sua officina, visibile in fondo alla foto sopra, vedo la 124 del mio conoscente parcheggiata là vicino.
Mi fermo immediatamente pensando che fosse nei paraggi, con l' intento di salutarlo e mostrargli il mio gioiello, sorella della sua. Ma la nei dintorni non c' era traccia di questo signore. Evidentemente egli non era in nessuno dei negozi la intorno ma a casa di qualcuno. Penso di aspettarlo un po e intanto colgo l'occasione per scattare qualche fotina alle due gemelle ...superstiti, evento oramai rarissimo all' infuori dei raduni. Aspetto diverso tempo ma di Glauco - questo il suo nome - nessuna traccia. Alla fine me ne devo andare e così mi rimane il desiderio di ri incontrarlo in una occasione simile.
Ho conosciuto questo ingegnere nel lontano 1990, appena assunto. Non lavorava nel mio reparto, fu un' occasione fortuita. Per mille motivi non avuto modo di approfondire la conoscenza con questo che è conosciuto come un galantuomo. Un giorno dei primi anni Novanta ricordo di essermi recato nel parcheggio aziendale coperto, al termine della giornata lavorativa, per prendere la mia allora FiatUno e sentii distintamente il motore della sua 124 in moto; egli era uscito qualche minuto prima di me e la stava scaldando prima di avviarsi.
Ho avuto pochissime occasioni di parlarci, tutte antecedenti all' acquisto della mia beniamina. In una ricordo di avergli chiesto se fosse disposto a vendermi la sua. Con garbo egli rifiutò fermamente asserendo ch' egli era innamorato di quell' auto e che l' avrebbe tenuta per sempre, fino all' ultimo giorno della sua vita, vita di lui. "E poi ne sarà quel che Dio vuole" mi disse concludendo il discorso.
Di fronte a tanto - più che giusto - attaccamento io non aggiunsi verbo, anzi gli augurai di godersela più a lungo possibile. Ebbi poi modo di ri incontrare Glauco in banca, una mattina. Egli era oramai in pensione da tempo. Parlammo un pò e dal suo discorso scaturì la grande passione e la profonda e giustificata fiducia ch' egli nutre verso la sua auto. Mi disse che era stata ritargata, perché quel numero ad Ancona corrisponde all' anno 1972, e ne parlava come se fosse un' auto attuale.
Gli feci presente che c' era la possibilità di iscriverla a uno dei sodalizi per registrarla - meritatamente come auto d' epoca - ma lui non volle sapere assolutamente. Mi disse che ne era molto soddisfatto, che l'unica volta che si era fermata era stato una mattina di Luglio in pieno centro, vicino la carrozzeria che ha aggiustato la mia, verso mezzo giorno. Era in una interminabile colonna, oltretutto stavano pure asfaltando. Quella canicola fece sì che insorgesse un fenomeno di "vapour-lock" o, detto chiaramente un tappo di vapore. Lui asserisce che "la benzina gli andò in ebollizione", e dovette fermarsi a fare il raffreddamento.
Per il resto la macchina va bene, fila come un razzo anche su per le salite e lui la usa anche per i lunghi viaggi. L' auto di Glauco è perfettamente originale, è alimentata a benzina e l'unica modifica che il bravo ingegnere le ha fatto praticare è il rifacimento della tappezzeria.
E la calandra nera, di un esemplare del 1972 perchè una volta "si era appoggiato" ad un cancello. E stop. L' unico inconveniente per quest' auto è che, essendo usata normalmente come auto di tutti i giorni, viaggia pure col maltempo. E infatti qualche piccola bollicina di ruggine in qualche posto comincia a vedersi.
Glauco mi ha raccontato che l' unica volta che ha avuto un problema è stato quando gli si è bucato il serbatoio della benzina. In seguito è riuscito a trovarlo a Reggio Calabria, ma non mi ha detto come. La 124 inoltre, dopo aver percorso circa 250mila Km col suo motore originale ne ha avuto un altro di rimpiazzo, quello da 65 CV di una serie III.
Egli mi ha rivelato come abbia pregato - anni fà - un vecchio negozio della nostra città di vendergli questo motore che aveva in esposizione. Mi ha detto pure quanto lo ha pagato ma non lo ricordo. Attualmente l' unico cruccio di Glauco è che questo motore, per cause che non gli è riuscito finora di appurare, tende a surriscaldare. Egli ci ha fatto mille studi ed esperimenti ma il motore pare non voglia saperne di funzionare regolarmente.
Infatti lui, quando la mia auto era in fase di riassemlaggio presso l' officina di Piero, giunse perfino a chiede in prestito il mio termostato nuovo di zecca per fare delle prove.
Non ho idea come vadano adesso le cose, è un pò che non incontro questo signore, una persona simpatica ma che sembra uscita da un film degli anni '60.
Speriamo di rincontrarlo presto e che abbia potuto superare questo inconveniente. Speriamo che lui e la sua inconfondibile 124 bianca possano girare ancora a lungo per le nostre strade.




























sabato 25 settembre 2010

LA 124 DELLA POLIZIA


Qualcuno di voi l' avrà sicuramente letto su RuoteClassiche del 2/2007 ma è probabile che la maggioranza dei lettori ignori la militanza, nel parco mezzi della Pubblica Sicurezza, della Fiat 124 "Familiare".
La nostra versatile beniamina non ha disdegnato nemmeno il ruolo di "auto-civetta" e così, nel lontano 1968 il Ministero dei Lavori Pubblici ne acquista centoventi esemplari della versione "Familiare". Lo scopo della loro esistenza era il trasporto dei primi strumenti di monitoraggio del traffico, allora in fase di sperimentazione perché appena acquistati dalla Germania.
Questo compito fu assolto da un gruppo di funzionari della P.S. che erano rimasti in carico al suddetto ministero, anziché transitare - come faranno in seguito tutti gli altri - presso il Ministero degli Interni. Dopo una lunga fase di sperimentazione si giunse all' omologazione dei "Traffipax" e "Trafficoder", che furono successivamente adottati dalle forze dell' ordine.
Quando la tecnologia si evolse fu possibile testare in laboratorio questi apparecchi anziché su strada e così nel 1987 fu deciso di smobilitare tutto e di gettare il materiale alla rottamazione.
Come ogni tanto succede, in mezzo al mucchio c'è non poca gente in gamba e scaltra, fra di loro un solerte funzionario del Ministero LL.PP. di Napoli che, guardando lontano, decide di conservare qualcosa.
Scoperta la faccenda nel corso del trasloco della sua sede, facendo i giri più strani e avvalendosi della preziosa collaborazione di parecchi colleghi, egli riesce a recuperare la 124 a Trieste, dove giace ben tenuta e con soli 88mila Km all'attivo; più un set completo di attrezzature pescando quà e là per L'Italia.
Nel frattempo il "tam-tam" di questa operazione si è diffuso e tutti cercano di aiutarlo e di appoggiarlo in tutti i modi, dai dirigenti dello stesso ministero ai marinai della Tirrenia. Altro asso nella manica è una delle migliori caratteristiche della gente del Sud, e cioè quella di custodire gelosamente le cose anziché gettare via i cimeli del passato.
All' operazione infine si sono prestati anche i vecchi funzionari in pensione, i soli che ricordavano come funzionasse l'attrezzatura. Questa consta essenzialmente di una macchina fotografica - il cui flash è il faro al centro della calandra della 124 - che fotografava gli eccessi, mentre il "Trafficoder", installato nel bagagliaio, tramite due pressostati stesi sull' asfalto, oltre a misurare la velocità (ed eventualmente avvertire la pattuglia disposta più avanti), contava pure le auto in transito, al fine di assegnare alla strada oggetto del monitoraggio una segnaletica adeguata.
Alcuni esemplari di queste auto erano perfettamente normali, nel senso che non avevano alcuna insegna ed erano delle vere e proprie auto-civetta, tradite solo dal flash montato anteriormente al centro del paraurti; altre, come queste delle foto, portavano tutte le insegne del corpo a cui appartenevano, con tanto di scritte e lampeggiatore sul tetto.
L' auto di cui alle foto a colori è il 95° esemplare consegnato e il dirigente a cui dobbiamo questa bella e valida iniziativa assicura che è l'unica rimasta così in buono stato. A lui e a tutti coloro che hanno reso possibile questa lodevole iniziativa va il nostro plauso e la nostra gratitudine. Oltre tutto hanno aggiunto un prezioso elemento alla storia della nostra motorizzazione.












domenica 5 settembre 2010

LO SAPEVATE CHE....

Tutti oramai sanno che la Fiat 124 fu eletta "Auto dell' Anno 1967" da una giuria di 45 giornalisti europei. Nel 1968 la rivista tedesca Hobby conferì l'Oscar dell' Auto alla 124S per " una vettura nella cui concezione si rileva la perfetta utilitarietà della forma".

* nel 1967 la produzione giornaliera delle 124 era di 1000 unità al giorno;

* nel 1972 furono raggiunti i due milioni di unità, laddove la mitica 500 ne ha totalizzato 3,5;

* l'Ing. Aurelio Lampredi, il progettista del motore, proveniva dalla Ferrari;

* la 124 fu la prima Fiat ad avere il motore costruito con 5 supporti di banco;

* e fu anche la prima senza punti di ingrassaggio (snodi for-life);

* con la 124 furono introdotte le saldatrici a trasferta nelle linee di montaggio;

* era perfettamente in regola con le più avanzate norme di sicurezza di allora;

* il primo condizionatore le fu installato nell' estate del 1967 da un famoso restauratore di auto;

* furono le berline 1200, nel 1967 a cominciare a partecipare ai Rallies (dei Fiori, Delle Prealpi Venete), ecc.;

* fra coloro che corsero con la berlina (Special) nel 1972 c' era anche un V.I.P., l' ex-Presidente di
Confindustria Luca Cordero Di Montezemolo;

* fra gli utenti illustri figurava anche l'amato Colonnello dell' Aeronautica Edmondo Bernacca,
famoso per le sue azzeccate previsioni meteo;

* la 124 berlina 1200 nelle gare in salita era in grado di battere anche la Giulia 1300TI;

* nell' estate del 1970 tre 124S quasi di serie affrontarono vittoriosamente un raid di 9000 Km
da Città del Capo a Capo Nord, raid svolto in 40 giorni superando insidie fuori del comune;

* per le sue grandi prestazioni e la proverbiale robustezza, la 124 era purtroppo l'auto
prediletta anche dal famoso cascadeur Remì Julienne che ha compiuto acrobazie spettacolari
con le varie versioni;

* oltrechè costruita notoriamente su licenza in Spagna, Russia, Bulgaria, Turchia, India e Corea
del Sud, l'auto è stata assemblata in Thailandia, Malesia, Marocco, Sud Africa, Uruguay e
Venezuela;

* in Russia erano attive tre linee di produzione, la prima entrata in funzione nel 1970; la prima
Zhigulì uscì dalle catene nell' Aprile di quell' anno, il milione di unità fu raggiunto nel 1973;

* in Spagna la produzione cessò nel 1980; nel 1986 cominciò la produzione in India e in Turchia
uscì una nuova versione locale;

* In Russia il modello 21-07 con motore 1500 cm3 a iniezione è ancora in produzione presso
l' AutoVaz;

* presso il registro Fiat sono oggi segnate 280 Fiat 124 di cui appena un 15% di berline &
familiari.



sabato 4 settembre 2010

PREMIER 118NE, ovvero la 124 in INDIA

Non poteva mancare nemmeno quì, in Estremo Oriente. Ecco - eccezion fatta per la Zhigulì 21-07 - il canto del cigno nella produzione della nostra beniamina. Dopo essere stata prodotta su licenza da Kia negli anni '60, nel 1986 la affiliata della Fiat in India, che ha prodotto per decenni la famosa Padmini, la 1100D locale, rilevò la catena di produzione della versione ispanica della 124, la bella Seat 124D. Ma, ahinoi, il tentativo maldestro di "modernizzare" ancora un progetto giunto oramai alla piena maturità e non più suscettibile di ulteriori sviluppi, specie stilistici, portò alla cosiddetta Premier 118NE rimaneggiata in alcuni particolari; dei brutti paraurti in resina sostituirono quelli originali ben migliori, un altrettanto brutto stemma della casa messo al centro della calandra sostituì lo stilemma Fiat/Seat e le coppe ruote - quando ci sono - erano altrettanto infelici. E naturalmente guida a destra, come in uso colà.
Meccanicamente l'auto conserva sempre l'impianto frenante precedente, ovvero dischi anteriori, tamburi posteriori, servofreno e doppio circuito frenante. Totalmente rivista invece l'unità propulsiva. Il noto tallone di Achille dell' auto infatti, il suo consumo abbastanza elevato, spinse il produttore a sostituire il motore Fiat con uno di costruzione Nissan di 1180 cm3.
La trasmissione a 4 rapporti è della Nissan Cherry e l'unità motrice sviluppa 52 CV a 5500 giri/min. Il consumo medio è di poco migliore, 12 Km con un litro di carburante.
E' rimasta in produzione per pochi anni, la sua sete di carburante l'ha relegata all' oblio ancora una volta. Ma non si può giudicare col metro di oggi un' auto che ha oltre quarant' anni, per buono e valido che fosse il suo progetto.









venerdì 3 settembre 2010

TUNING, CHE PASSIONE parte III

In questa terza parte del tema tuning ci occupiamo di ciò che viene fatto nella Confederazione degli Stati Indipendenti, quelle repubbliche cioè che noi conosciamo come ex-sovietiche. Se è vero che questa vera babilonia di razze ed etnie così diverse ed eterogenee tra di loro non hanno mai avuto un grande feeling col gusto del bello ("...loro hanno altri meriti..."), è anche vero che costoro fanno quello che possono con le scarse risorse e i loro modesti menagé familiari a disposizione.
La stragrande maggioranza delle auto sottoposte a questo cosiddetto maquillage è una accozzaglia di tutto-di più, con grossolani alettoni e spoiler che talvolta stravolgono le linee di queste pur belle Fiat costruite su licenza. Vetri anneriti stile gangster, ruotoni spesso anche sproporzionati, accessori kitch come specchietti e fanalini-pugno in un occhio, paraurti del modello 21-05 in aperto contrasto con le linee pure delle prime versioni - quasi originali - la fanno generalmente da padrone. Per tacere di assurdi interni dove il cattivo gusto è l'aggettivo più gentile che gli si può attribuire. Eppure, come è normale, tra la massa di questi mal riusciti tuning, c'è sempre qualcuno che emerge e, addirittura, eccelle nell'esercizio di abbellire o rendere comunque omaggio alla nostra beniamina.
Tra questi abbiamo scelto la Zhigulì 21-02 (Familiare, o Kombi) illustrata sopra, che ci sembra un davvero ben riuscito tentativo di farla somigliare alle ben più moderne due volumi di produzione occidentale. Anche la sobrietà della tinta contribuisce alla felice riuscita dell' operazione. La "palma d'oro" del vincitore va, secondo noi, a questa stupenda Zhigulì 21-06 rossa. E' stato sufficiente eliminare i rostri sui paraurti - in questa versione davvero brutti - e abbellire sapientemente i cerchi in lamiera dal canale allargato: ed ecco, complice anche la brillantezza della vernice, un 'auto davvero fine che non passa certo inosservata.
Eccezione che conferma la regola, la Zhigulì 21-05 celeste è stata accortamente fornita di spoiler e alettoni in plastica. Ma la linea ancora più squadrata di questo modello e il sapiente accostamento di questi accessori, assieme a dei bei cerchi in lega, ne fanno un altro caso di tuning veramente riuscito.
E cerchi in lega possiamo osservare ancora sulle Zhigulì 21-01 a seguire, perchè il cerchio in lega leggera è uno degli accessori più eleganti che si possano installare su di un' auto, a patto sempre di non perdere di vista gusto e proporzioni. La cosa più bella - comunque - è constatare che tutto il mondo è paese: dalle gelide sere di autunno delle regioni più a nord dell' Est europeo alle calde e torride giornate dell'entroterra ispanico l'auto svolge comunque una indispensabile e piacevole funzione sociale: unisce le genti in sodalizi. Che si mangi il borsch o la paella il denominatore comune è l'amicizia, le scampagnate, le gite, lo stare insieme. E l'auto quindi va oltre il normale compito di mobilizzare le persone: svolge soprattutto una funzione sociale, amalgama genti e amicizie. Dai siti amici e/o similari al nostro potrete vedere come la nostra beniamina faccia egregiamente la sua parte, la 124 eccelle anche in questo.





















mercoledì 25 agosto 2010

QUALITA' E DIFETTI DELLA FIAT 124

Nel 1967 la 124 era già un' auto diffusa e affermata. Riconosciuta "Auto dell' Anno" 1967 attirò naturalmente anche l'interesse della stampa specializzata internazionale. A questo proposito abbiamo ritrovato un articolo della scomparsa "L' Equipe", testata d'oltralpe che promosse una inchiesta-referendum tra 170 suoi lettori.
Complessivamente essi percorsero ben 5 milioni di chilometri e si espressero come segue. L' 84% si dichiarò molto soddisfatto delle prestazioni generali della vettura, il 70% in particolare del motore, il 56% della tenuta di strada, il 50% del cambio (spesso nominato come "cambio da signora" per la sua proverbiale dolcezza), il 45% dei freni e il 31% sulla maneggevolezza.
Niente male no, specie pensando anche alle favole inventate quì da noi sulla tenuta di strada e sui freni?
Quanto ai difetti, quello più rilevante è stato giudicato sulle sospensioni, col 75% dei lettori, dato che mi trova perfettamente d'accordo. Infatti le sospensioni della nostra beniamina non mi sembrano particolarmente riuscite: malgrado sul mio esemplare le abbia fatte rifare daccapo e siano quindi nuove, la strada si sente tutta. Il 73% dei lettori lamenta rumorosità e quì mi trovo in netto contrasto: trovo l'auto molto confortevole da questo punto di vista e almeno fino alla velocità di 100 Km/h non ci sono problemi. Giudizio condiviso da molti miei passeggeri che anzi me lo hanno fatto notare. Segue poi il consumo col 45%, definito "robusta sete" e quì non posso che essere d'accordo, credo che questo anzi fosse il "tallone di Achille" di quest'auto.
Altri difetti: mancanza di confort (42%), sensibilità al vento laterale (33%) e imprecisione dello sterzo.
Personalmente sono d'accordo solo sull' ultimo di questi tre: lo sterzo, oltrechè pesante in manovra è parecchio impreciso e bisogna stare attenti quando si manovra in spazi stretti (garage).

Considerando il nazionalismo esagerato dei cugini francesi e la loro proverbiale ostilità ai prodotti stranieri, specie quelli italiani, credo che questi giudizi siano davvero lusinghieri per la nostra beniamina.

venerdì 30 luglio 2010

TUNING, CHE PASSIONE parte II


Abbiamo visto che il tuning è una passione praticata a livello pressochè mondiale. Il tuning poi non è affatto semplice da praticare, almeno con buoni risultati. Perchè è infinitamente più facile "pasticciare" e rovinare così anche una bella auto piuttosto che migliorarla o abbellirla. In queste poche righe non ci interessa disquisire sul perchè e/o sui vantaggi e svantaggi di tale costume. Siamo anche convinti che certe cose si possono fare anche per il solo piacere di farle.
Quale che siano i motivi noi - anche puramente a scopo promozionale per la nostra beniamina - andiamo ad esaminare solo alcune tra quelle che sono le più riuscite operazioni in tal senso sulla stessa. Ebbene, dopo aver visionato migliaia di foto disponibili sul web (ahìnoi, il soggetto dal vero non è più tanto facile da vedere!) possiamo affermare senza tema di smentite che la Palma d'oro va senz'altro ai turchi. Guardate le immagini a corredo di quest' articolo e ve ne convincerete presto. Vale solo la pena di dire che, essendo praticamente tutte belle le numerose versioni e allestimenti della 124 propriamente detta (e cioè Fiat, Seat e Murat/Tofas), la riuscita della cosa dipende esclusivamente dal buon gusto dell'avventore. Che ne dite della (Tofas) 124 allestita per somigliare in qualche modo alla mitica Mini-One? non male, vero? il lavoro fatto da questo ragazzo è veramente notevole e, grazie alla sua inventiva e al suo gusto la nostra amata 124 se ne avvantaggia non poco. Rimarchevole anche il fatto che anche così anziana, la nostra beniamina è sempre così poliedrica, versatile e adattabile. Vorrei tra l'altro segnalare che, al riguardo, esisteva anche un divertentissimo video che, anche se in lingua madre e perciò incomprensibile, era ugualmente simpatico ed esilarante perchè molto intuitivo. Noi della redazione lo avevamo inserito tra i primi sul sito, ma per motivi misteriosi (ricordo sempre che la nostra è un' iniziativa senza alcun fine di lucro) è stato ritirato già molto tempo fa. Un vero peccato.

Sempre ad onore dei "tuners" turchi abbiamo pubblicato queste altre foto dove è evidente, oltre ad un diffusissimo uso delle ruote in lega, anche e soprattutto una grande attenzione alla pulizia estetica, cosa sempre molto bella da vedere.
Notate, al contrario della gran massa, quanto belle, sobrie ed essenziali sono nelle loro linee queste 124 Murat.



Bravi turchi, continuate così!
Proteiforme: la 124 non finisce mai di stupirci.