sabato 3 dicembre 2011

I NOSTRI RECUPERI

E' con una certa soddisfazione e un po di orgoglio che possiamo fare un primo bilancio delle nostre attività. A cinque anni dall' apertura del nostro sito e dall' inizio delle nostre attività volte a promuovere l' immagine della Fiat 124, ad aiutare quanti vogliono restaurarne una e a salvarne esemplari, ecco quà una carrellata degli esemplari salvati fino adesso da noi.
La prima in assoluto è stata questa bella 124S I^ serie direttamente quà ad Ancona. Scomparso l' anziano proprietario la figlia l' aveva lasciata in conto vendita presso una officina che si occupa anche di veterane. Ma a questa non era stata purtroppo prestata molta attenzione e senza di noi rischiava di fare una brutta fine.
Segnalata dal nostro sito è stata acquistata da un appassionato di Avellino. Poi è toccato alla 1200/serie III ferma in un campo presso Viterbo. Un nostro caro amico è sceso da Torino per venirla a prendere. Terza, in ordine di tempo, è stata questa bella e rara 1200/serie II rossa, già appartenuta al mio ex_suocero.
L' attuale proprietario la sapeva al sicuro presso l' officina alla quale l' aveva affidata, il sottoscritto l' ha trovata abbandonata all' aperto da mesi, sotto le intemperie, dove quello scellerato di "carrozziere" l' aveva dimenticata.
Adesso è al coperto, al sicuro. Di recente la doppietta delle ultime due: la bella 1200/I^ serie del 1968, gemella della mia Verdona, recuperata in extremis presso un demolitore di Monza. Già era stata avvistata da un ungherese che la voleva come fonte di pezzi di ricambio per il suo esemplare del '66. E la 1200/serie III, un pò malconcia, avvistata dal buon Roberto Mensio e poi trattata dal sottoscritto col proprietario, a pochi Km da quì.
Anch' essa è adesso a Torino e si salverà.
Unica trattativa fallita è stata per una Fiat 125 "fanalone" abbandonata ad un Km da quest' ultima 124! il proprietario, un ex_agente di commercio, l' ha testardamente abbandonata alle intemperie perché chiede troppo e non ha trovato acquirenti: il buon senso sarebbe auspicabile in tutte le cose!





































mercoledì 16 novembre 2011

VITTORIO GHIDELLA, l'ultimo Grande di Fiat Auto

Il 16 Marzo di quest' anno se ne è andato quello che a ragione è definito l' ultimo Grande di Fiat Auto: l' ing. Vittorio Ghidella. Laureatosi a pieni voti in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, dopo aver aiutato il padre nella sua fabbrica di cuscinetti a sfere (Riv_SkF) entrò in Fiat, dapprima alla Filiale Fiat_Allis in Nord America, poi nel 1978 a Torino per risollevare le sorti del colosso, che non navigava in buone acque, sia per gli scioperi degli anni di piombo sia per la gamma di vetture che era da rinnovare.
Profondo conoscitore delle auto, amava quel mondo ed era convinto che le vetture dovessero essere innanzitutto popolari, oltreché belle. Il suo grande successo, un successo travolgente e forse irripetibile, che risollevò letteralmente la Fiat ponendola al quinto posto dei costruttori mondiali e prima in Europa fu la FiatUno, di cui se ne sono vendute oltre sei milioni.
Ghidella era un uomo simpatico, affabile, che credeva in quello che faceva; altri suoi grandi successi, di larga diffusione e che tanto lustro hanno dato alla Fiat sono state la Tipo, la Croma, la Delta, la Thema, la 164 e la Y10.
Entrato però in contrasto con Cesare Romiti, che non credeva nel settore Fiat Auto, Ghidella se ne andò a mietere successi in altre industrie. Peccato per Fiat che l' idea giusta era quella di Ghidella ("non ci si improvvisa ingegnere a sessant' anni!"), perché poco tempo dopo la nostra multinazionale ricominciò a perdere terreno...






















giovedì 3 novembre 2011

LA FINE....

Nel Luglio ultimo scorso è terminata la produzione dell' ultima erede della nostra beniamina: l' AutoVaz ha infatti fermato le catene di montaggio della Lada 21_07, da tutti noi conosciuta come Zhigulì.
E pensare che, grazie ad icentivi statali alla rottamazione, la 21_07 è stata la seconda vettura più venduta in Russia nel 2011, con 69.500 esemplari. Costava solo 2800 € ma non era la sua unica virtù, come ben sappiamo.
Prodotta dall' Aprile del 1970, dopo il crollo del regime sovietico la vettura fu comunque tenuta in produzione, e oculatamente perché durante i suoi 41 anni di produzione (!) non è passata mai di moda e ha incontrato perfettamente le esigenze del popolo russo. Ovviamente è stata rivisitata e aggiornata quanto basta: le ultime versioni avevano un motore a iniezione di 1500 cm3 e la marmitta catalitica [ma non ha mai adottato le sospensioni a balestra, come scritto da qualche ignorante su Wikipedia!], ma gli aggiornamenti non sono mai stati tali da stravolgerne la linea (ma da appesantirla, questo sì).
Anche i nomi le sono stati via via cambiati, Lada Nova e Lada Prima in Italia, Francia, Spagna e Germania; in Gran Bretagna è stata commercializzata come Lada Riva, in Canada come Lada Signet, in Brasile e Sudamerica come Lada Laika. In altri paesi dell' Est semplicemente come "1200S", ecc. dalla cilindrata.
Numerosi anche gli stabilimenti dove veniva prodotta: a cominciare dal notissimo VAZ di Togliatti, sulle rive del Volga a Città 6 Ottobre, in Egitto (stabilimento Suzuki), in Germania Ovest, a Dorpen e in Kazakstan, a Oskemen.
Alla fine la produzione ha totalizzato i 16 milioni di esemplari: non male per l' Auto dell' Anno 1967, no?

Nelle foto: in alto "la master", cioè la nostra Fiat 124; nelle due foto seguenti: la Lada 21_07; nell' ultima foto: la Lada 2116 Granta, il modello destinato a succedergli.





























martedì 13 settembre 2011

IL V A Z

Lo stabilimento automobilistico del Volga, da cui l' acronimo del titolo, fu inaugurato nel Settembre 1970, ma la prima Zhigulì 21_01 uscì dalle catene di montaggio il 19 Aprile di quello stesso anno. Come sappiamo era una nostra Fiat 124 I^ serie/1200 modificata e irrobustita.
Ma il suo prototipo, la cosiddetta "Fiat 124R", dove R stava per Russia, girava gà da un paio d' anni per le strade sovietiche. Fu assemblata in piccole quantità quì in Italia e sottoposta a numerose prove già dall' anno 1969. Nelle foto dell' articolo ne vediamo alcuni esemplari, riconoscibili dal fregio Fiat e dai particolari esterni propri solo della 124.
Il modello 21_01 fu il primo costruito nell' impianto del Volga (la cosiddetta "Mirafiori dell' Est")
e finora si calcola siano state costruiti circa 16 milioni di esemplari - nelle varie versioni - della Fiat 124 " modello URSS".
L' anno 1972 vide assegnare il prestigioso riconoscimento internazionale del "Mercurio d' Oro" a questo stabilimento e nell' anno 2000, una giuria di giornalisti russi della rivista Za Rulyom (Al Volante) nominarono la Zhigulì "migliore auto russa del 20° Secolo". Vista la sua diffusione e il servizio prestato nei suoi 41 anni di onorata carriera ci sembra un riconoscimento più che meritato.


































martedì 5 luglio 2011

LA FIAT 124 NEL MONDO pt.V

In questa puntata trattiamo della diffusione della nostra beniamina agli antipodi. La 124 è stata esportata con successo anche in Australia. La sua robustezza, la sua abitabilità e il suo motore infaticabile sono state le qualità più apprezzate. Mi raccontava un signore che ce l' ha avuta che è uscito illeso da un grave scontro con un camion: la vettura è andata perduta ma lui mi assicurava che era salvo solo perchè la 124 aveva resistito.
Il quella bella e remota nazione, grazie anche alla presenza di molte persone di origine italiana, ce ne sono ancora parecchie e, addirittura, c' é chi in occasione di una visita al suo paese d' origine (o quello dei suoi avi) si è procurato la sua 124 - come quella rossa in basso - e se l' é portata la. Ci sono parecchi Club motori che hanno una flotta di costruzione italiana, tra cui molte 124 e operano anche per il loro recupero e ricostruzione.
L'unica - si fa per dire - nota dolente è che spesso le auto vengono rimaneggiate con pezzi non originali e/o di altre versioni ma quello che conta è che l' auto venga conosciuta e apprezzata. E per questo noi ringraziamo e divulghiamo la loro opera, perché questa è un' altra attività in favore delle nostre amate beniamine: thank you Australia!

































martedì 7 giugno 2011

PROTOTIPI

In questa puntata diamo un' occhiata ai due estremi: i primi prototipi usciti nel 1965 e sorpresi durante le prove su strada e quelli elaborati dai sovietici a fine carriera della nostra beniamina.
Nelle prime due foto vediamo un prototipo, invero non bello, che tradisce anche il preludio alla consorella e derivata maggiore allora in studio, la Fiat 125; agli osservatori attenti non saranno sfuggiti i parafanghi anteriori che saranno visti poi sulla futura ammiraglia Fiat di fine anni '60. Molto meno definita e ancora lontana dalla forma definitiva la vista di coda, dove osserviamo delle forme ancora incompiute e la presenza provvisoria dei fanalini della Fiat 1500/I^ serie.
Notare anche lo sportello del serbatoio di carburante sulla sinistra, laddove vedremo che la soluzione definitiva sarà diametralmente opposta.
Nelle ultime tre foto vediamo invece l'ultimo - e un po patetico - tentativo dei russi di ringiovanire oltremodo un progetto oramai arrivato alla fine del suo potenziale di sviluppo.
Notiamo come il nuovo frontale e la nuova coda mal si sposano con un disegno oltremodo anziano, dalla linea già profanata dallo sviluppo del modello 21_07.
Ma i russi non si sono fermati a questo, installando su queste vetture anche motori 1.5 cc a iniezione, e sperimentando motori a ciclo Wankel e il cambio automatico. Evidentemente le loro intenzioni erano buone, i risultati un po meno....

































venerdì 27 maggio 2011

...E QUELLA VENUTA DALLE STEPPE!

Almeno quanto la sua controparte iberica, anche la "versione URSS" della nostra 124, ovvero la Zhigulì, ha avuto una parte di assoluto rilievo nella storia delle corse e dei rallies.
Questa autentica mula da soma, robustissima, versatile e suscettibile di accogliere molte modifiche, è stata il cavallo di battaglia di molte scuderie dell' Est. Usata indifferentemente sia nelle corse su terra che su pista è stata la protagonista - spesso vincitrice - di molte gare automobilistiche, sport molto in voga nei Paesi dell' ex-blocco sovietico.
Importata in grandi quantità in Cecoslovacchia, veniva colà preparata per le corse dalla MTX Metalex di Praga.
Due i modelli disponibili, la MTX Zhiguli Racing e la MTX Zhiguli Rallie, Gruppo 2 con motore 1600 del modello 21-06 e frizione rinforzata della 125 by VFTS.
Mitiche furono le apparizioni di "Kopeika" nel circuito di Brno o in quello "casalingo" nell' autodromo di Tblisi, in Georgia.

P.s.: attendiamo ora che il nostro ignoto traduttore abusivo [azzzettidipezep.blog.spot]
traduca in inglese anche questo pezzo.



























sabato 21 maggio 2011

LA DOMINATRICE SPAGNOLA

Questa volta parliamo di un' altra grande protagonista, la versione sportiva della iberica 124D. Quella che riteniamo la più bella versione estera del capolavoro di Torino, la Seat 124D [renovado, faros cuadratos, bastidores FL y FU] che praticamente dominò i rallies locali (e non solo) alla fine degli anni 70. Queste vetture erano particolarmente elaborate.
La scocca era stata molto rafforzata e irrobustita, montavano motori da 1800 e 2000 cm3 di cilindrata con potenze dell' ordine dei 180 e 200 CV, tutti bialbero. Munite di frizione rinforzata della 131, dischi autoventilanti, assetti ribassati e differenziale autobloccante, questi veri e propri mostri vinsero parecchie gare.
Il primo serio tentativo della Seat di battere il Campionato Mondiale di rally fu nel 1977 con le Seat 124D Especial 1800 al Rally di Montecarlo dove finirono ad un onorevole terzo posto con la coppia di famosi assi Antonio Zanini e Salvador Canellas, che sarebbero poi diventati celebri con le auto prodotte a Martorell.
Altre vittorie importanti furono i Rally della Costa del Sol e il Campionato de Espana de Turismo rispettivamente nel 1977 e 79 con vetture 2100-16v Gruppo 5 (Antonio Zanini, Juan Petisco) e 2000 Gruppo 2 con Salvador Canellas.
Oggigiorno queste auto sono soggetto di un recupero di massa, ricostruzione e restauro integrale da parte di centinaia di appassionati, sia per le normali berline che per le auto da corsa elaborate.


















domenica 8 maggio 2011

UNA MOSCA BIANCA













Giorni fa, tornando a casa dal lavoro, passo in maniera del tutto casuale davanti una piccola ma attrezzata officina meccanica e vedo questa "strana auto"; siccome ero fermo in fila, faccio a tempo a leggere il nome sulla targhetta di coda: Moretti-Fiat 124!

Mi fermo immediatamente, entro nell' officina e mi presento all' anziano titolare. Egli è un altro dei pochi eroici della vecchia guardia che, in possesso di grande esperienza, restaura le auto d' epoca con passione. Sui muri dell' officina belle immagini bianco e nero di corse degli anni 60.

Egli mi mostra con orgoglio e passione l' auto; è di un grande collezionista della mia città ma mi dice - con un certo rammarico - che hanno dovuto "recuperarla" da un carrozziere che gli ha fatto un lavoro veramente scadente. Questo artigiano titolare dell' officina è indignato per questo. Non si capacita del perché e come si possano trattare male auto di questo calibro.

Mi permette di esaminarla attentamente da vicino e concordo pienamente con lui: all' interno è stato fatto un lavoro "da cani".

Comunque ho il piacere di osservare da vicino questa coupé di Moretti che non è affatto male: ha lo stesso identico motore della 124 berlina 1200/I^ serie e molti suoi componenti. Ed è un vero piacere venire a conoscenza di un esemplare di questo carrozziere ancora in vita e in corso di restauro.



















venerdì 29 aprile 2011

Cirillona









Questa volta parleremo di persone e personaggi legati in qualche modo o alla nostra beniamina o comunque al periodo dei suoi anni d' oro. Tra le persone legate per vari motivi a quel periodo bellissimo degli anni 60 e 70 vi sono anche parecchie donne. E si sa, donne e motori sono un binomio inscindibile per gli uomini. In questo articolo vi parlerò di una bella e "misteriosa" ragazza che mi incuriosiva molto da bambino. Ero troppo piccolo per capire tante cose ma questa strana ragazza che faceva la pubblicità per una marca di benzina mi aveva colpito. Non riuscivo a capire perché avesse quel casco di capelli rossi, né riuscivo ad immaginare cosa promettesse agli uomini "se fossero scappati con lei". Però era bella, anche se l' avrei preferita coi suoi capelli naturali. Si chiama Cheryl, Cirilla appunto.

Col passare degli anni poi tutto mi è diventato chiaro, ma sapete chi fosse costei? è stata una modella americana.

All' epoca della famosa pubblicità aveva solo 23 anni e viveva a Londra, sebbene i suoi vivessero a Los Angeles. Il suo cognome, Shrode, dalla pronuncia piuttosto dura tradiva la una sua lontana discendenza austriaca. E' stata anche una cantante, ha posato per una copertina di Playboy nel 1967 sebbene fosse una donna religiosa osservante.
Il suo ragazzo dell' epoca, suo coetaneo era anche il suo manager. Allora in un anno ella aveva guadagnato 5 milioni delle vecchie lire solo con questa pubblicità che tanto piaceva agli uomini (un po meno alle loro mogli). Non ho trovato notizie su dove sia e cosa faccia ora ma volevo aprire questa rassegna di personaggi proprio con lei: con la "vampira rossa" che tanto dava da pensare alla mia fantasia.














venerdì 15 aprile 2011

...E LA CONTROFIGURA!

La nostra beniamina, sempre a causa della sua grande diffusione e conseguente integrazione nella vita di tutti i giorni ha militato sotto parecchie bandiere e indossato le più svariate livree. E come abbiamo modo di vedere è stata molto spesso una vedette del cinema, anche se purtroppo non sempre con finale positivo. Basta vedere parecchi film - specie polizieschi - girati negli anni '70: chi non ha visto almeno una volta rocamboleschi inseguimenti, testacoda e purtroppo scontri e quanto altro di peggio per loro? A questo esemplare è andata meglio; sebbene non sia tenuta in condizioni ottimali, questa 1200/serie II del 1972 è spesso usata nei polizieschi odierni - rappresentanti le situazioni di allora - camuffata da auto civetta della Polizia. I più attenti l' avranno notata spesso, è un esemplare che porta insegne fittizie (e le ruote della 131). Ovviamente noi appassionati le auguriamo ancora una lunga vita e carriera nel mondo del cinema, sebbene i miei amici che talvolta prestano (gratis!) le loro auto d' epoca per permettere loro di comparire in questi film sono sempre meno entusiasti di questo loro ruolo. Molto spesso chi chiede le auto in prestito non rimborsa loro nemmeno le spese vive, si comporta in maniera maleducata e - peggio di tutto - gli attori chiamati a guidarle non hanno il minimo rispetto per queste veterane. Probabilmente costoro saranno presto costretti a fare a meno della collaborazione di questi appassionati: i passaparola corrono veloci.

giovedì 7 aprile 2011

LA 124 DELLA POLIZIA

L' esemplare di Fiat 124 Familiare appartenente alla Polizia di Stato, di cui abbiamo parlato tempo fa, è stato esposto al pubblico dal 14 al 24 Marzo u.s. La mostra, allestita presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per le Regioni Campania e Molise nell' ambito degli eventi celebrativi per il 150° anniversario della costituzione dell' Unità d' Italia, si è tenuta a Napoli, in via M. Campodisola 21. In quei giorni, in orario lavorativo, è stato possibile ammirare questa bella auto storica adornata, tra l' altro, con elementi decorativi richiamanti la celebrazione dell' evento. Una cosa che ci preme ricordare ancora una volta è che dobbiamo la sopravvivenza e il restauro di questo bel pezzo di storia contemporanea ad un Dirigente del Ministero Lavori Pubblici di Napoli. La lungimiranza di questo signore, merce piuttosto rara in certi ambienti, ha portato alla salvezza di questo che è il 95° esemplare di 120 complessivi prestanti servizio presso questo Corpo di polizia. Questo esemplare della nostra beniamina è stato - per così dire - il colpo d' inizio di quella attività che le FF.OO. stanno portando avanti per garantirci nel miglior modo possibile la sicurezza sulle strade a cui tutti i cittadini onesti auspicano.