lunedì 6 agosto 2012

IL RAID DEL 1970

Quarantadue anni fa, di questi tempi circa, si disputava un raid di 40mila Km da Città del Capo a Capo_Nord, in 50 giorni. Sei ragazzi, a bordo di tre Fiat 124S 1438 cm3, quasi di serie, affrontarono questa indimenticabile ma faticosa avventura. E le tre 124 andarono ben oltre le aspettative, superando prove per le quali non erano state progettate. Il raid aveva lo scopo di saggiare il comportamento di quella che fu - proprio in quell’ anno - non solo la Fiat più venduta in Italia, ma addirittura l’ auto più venduta!
Il raid durò da Giugno ad Agosto 1970 e fu sponsorizzato, oltre che dalla Fiat, anche Quattroruote. La Fiat in quegli anni aveva una potente e capillare rete di assistenza praticamente in tutto il mondo, e questa assistenza funzionò benissimo. Le 124, già positivamente collaudate (anche) proprio in Africa, avevano solo un paracoppa, fari supplementari, un estintore, vari attrezzi e rifornimenti, ma erano veramente di serie.
Superarono sterrati e veri e propri fuoristrada, con massi, buche, solchi di camion e quanto di peggio ci potesse essere; basta dire che alcune piste non erano nemmeno segnate sulle carte! Il clima era torrido e soffocante ma malgrado le lancette dei termometri si avvicinassero spesso alla zona rossa, nessuna auto surriscaldò né ebbe inconvenienti.
Tra le sostituzioni vi furono un paio di cerchioni, le protezioni inferiori, qualche ammortizzatore, un parabrezza e pochi altri particolari. Hanno subito complessivamente 12 forature col cambio di due camere d’ aria. I pneumatici hanno retto in media 8500 Km, data la asperità del tracciato.
Oggigiorno non sarebbe più possibile ripetere una cosa del genere: primo perché la situazione sociopolitica è disastrosa, con la presenza di parecchi conflitti africani; le 124 attraversarono Tanzania, Kenia, Zimbabwe (già Rhodesia), l’ Etiopia, la Turchia orientale… ;
Secondo perché queste auto - veri e propri muli - erano tutte meccaniche, nulla le arrestava: oggigiorno basterebbe un banale guasto alla sofisticata elettronica e sfumerebbe tutto. Terzo infine perché non c’ è più quella organizzazione così capillare, le condizioni economiche favorevoli che lo permettevano e anche - diciamolo - lo spirito e la passione che c’erano una volta.
Comunque la nostra beniamina si comportò magnificamente, dimostrando - se ce ne fosse stato bisogno - il suo controvalore e la bontà del progetto.

domenica 5 agosto 2012

LE SOSIA STRANIERE DELLA VERDONA

Nelle prime due foto dell' articolo vediamo una Zhigulì 21_01, clone sovietico della nostra beniamina. Minime le modifiche esterne (rostri paraurti e maniglie delle porte); già nelle prossime due viste vediamo nella Seat Pamplona cambiamenti più sostanziali: i gruppi ottici, le maniglie delle porte e griglie di sfogo dell' aria alla base dei montanti del lunotto (oltre i paraurti e le ruote).


A più miti consigli si vota la Tofas Murat di costruzione turca: lì la nostra beniamina è stata oggetto del minimo numero di modifiche in assoluto (rostri paraurti e fanali posteriori); benché per esattezza bisogna aggiungere che gli esemplari circolanti oggi siano una "macedonia" di tutte le nostre versioni! Infine la Premier indiana, una Seat malamente modificata e con la guida a destra.


Cambiano i nomi e pochi particolari di dettaglio, ma oltre il colore, queste auto hanno in comune la cosa più importante: sono 124, con tutti i loro pregi e la loro versatilità.











sabato 3 marzo 2012

ESEMPLARE UNICO!


La Fiat 124 Cabriolet Touring è stato l’ultimo progetto dalla carrozzeria Touring .
La Touring era una carrozzeria italiana fondata a Milano nel 1926, specializzata nella progettazione e assemblaggio di autovetture fuori serie, per conto di altre case automobilistiche che gli fornivano gli autotelai.
Nel 1966,alla presentazione della nostra beniamina la carrozzeria Touring si rivolse alla Fiat chiedendo il telaio di una vettura di serie per realizzare un nuovo modello. La Fiat consegnò alla carrozzeria una Fiat 124 berlina completa.
La Carrozzeria Touring la elaborò e realizzò la Fiat 124 cabriolet Touring, che fu presentata al salone di Torino del 1966. Era una Cabriolet quattro posti e due porte, una 124 berlina a cui era stato asportato il tetto e irrobustito il telaio. La nuova vettura era caratterizzata, tra l' altro, da due sole portiere laterali allungate per favorire l’accesso ai sedili posteriori e un parabrezza maggiormente inclinato.
La Fiat 124 Cabriolet Touring era fornita anche di Hard Top in poliestere per il periodo invernale.Il telaio, la meccanica e il motore rimanevano identici a quelli della Fiat 124 Berlina da cui derivava.
Al Salone di Torino del 1966 riscosse un notevole successo di pubblico, la vettura piacque addirittura ad Agnelli, ma purtroppo la Fiat non si interessò alla sua produzione.
Infatti la vettura risultava molto ben proporzionata, con un aspetto gradevole e buon equilibrio dei volumi.
A parte le modifiche proprie dell' allestimento a due porte, anche dentro era identica alla berlina a quattro porte da cui derivava. Unica differenza era il quadro strumenti, che sullo strumento rettangolare di serie vedeva ora inserito un elegante pannello di radica con incastonati tutti strumenti circolari a fondo scuro, con una dotazione più completa.
[Tale accessorio era molto in voga all' epoca e veniva venduto come salato "aftermarket", N.d.R.]

La Carrozzeria Touring che si trovava già in cattive acque a causa di enormi debiti, col fallimento di questo progetto arrivò presto allla chiusura, che avvenne alla fine dello stesso 1966.

Questo unico esemplare è adesso di proprietà di un socio ASI che la tiene e la cura amorevolmente; egli afferma orgoglioso che "la capote è così ben studiata e realizzata che non è mai entrata una goccia d' acqua!".




















domenica 29 gennaio 2012

GLI ESEMPLARI CURIOSI (3^ parte)

Finora abbiamo visto le mille versioni - ufficiali e non - tratte da quella proteiforme che si è dimostrata la nostra beniamina, la Fiat 124 e le sue varianti estere. E sempre su questo filone stavolta vediamo una sorta di ..."Mehari", ovvero una versione "scout" con la parte posteriore cassonata e coperta da una capote in tela rimovibile. Ovviamente si tratta di un esemplare "one_off", unico, di costruzione casalinga. Il costruttore l' ha chiamata cabrio, anche se sembra veramente una versione come detto sopra.
Abbiamo poi due "fuoristrada" di livello crescente, una dall' aspetto più moderato, l' altra invece molto più agguerrita. Anche questi sono esemplari unici, di costruzione "fai_da_te", non certo prodotti di serie. Notare poi che la seconda è costituita dall' unione della carrozzeria dell' auto propriamente detta con il telaio (e probabilmente anche la meccanica) di un altro mezzo, veramente adatto all' "off_road";
Infine c' è la ...versione estrema, cingolata (!) per uso agricolo; non abbiamo notizie di come sia composta la meccanica, certamente pare una sorta di carro armato.
Queste quattro immagini hanno in comune due cose: la prima nell' utilizzare parti di 124 (di costruzione estera), la seconda di non essere certo campioni di buon gusto quanto a realizzazione e styling. Ma evidentemente chi le ha realizzate ha fatto quello che poteva nel suo contesto e nelle sue condizioni.

































martedì 10 gennaio 2012

LE VERSIONI ESTREME

Certamente un' auto come la Fiat 124 (e derivate) non poteva disdegnare certi ruoli. Perché se è stata tutto quello che è stato, non poteva sottrarsi alle mille interpretazioni personali che inevitabilmente emergono quando si è diffusi in tutto il mondo, essendo così utilizzata e conosciuta da milioni di persone dai gusti e provenienze più disparate.
Così non poteva mancare la versione snob, con l' interpretazione di una sua conoscente assai più blasonata: "se ho le misure di abitabilità pari a lei cos' altro mi manca per esserle vicina"? si sarà forse chiesta la nostra beniamina. E' una vettura di grandi qualità la nostra 124, anche se non è proprio come la berlina che - nella prima foto - vorrebbe imitare...
Vedendo la seconda foto non mancherà chi farà gli immancabili scongiuri: ma purtroppo anche quello è un ruolo che qualcuno deve pur ricoprire e, anche quì la nostra beniamina non si è tirata indietro. Certamente nessuno vorrà provare questa versione da ...passeggero, ma diciamo che noi appassionati, il fatidico giorno apprezzeremmo anche lei.
Non poteva mancare un tentativo di "Super_Car", con tanto di fari retrattili e interni ...ehm, rivoluzionati (non -ri)...
Certamente questa è riuscita un po meno perché anche una grande Auto ha i suoi limiti e questa, quanto ad aerodinamica, non è proprio l' ultimo grido della tecnica.
Ma alla 124 la buona volontà non è mai mancata. E come sempre, lei ci ha provato.