giovedì 17 marzo 2011

STRANE SITUAZIONI

Un' auto molto diffusa va incontro a parecchie situazioni. Anche strane. La 124 non poteva esimersi anche da questo. Cominciamo da un proprietario a quanto pare molto geloso. Si dice che in Russia i garage siano una cosa molto rara e che quindi la stragrande maggioranza delle auto sia parcheggiata all' aperto. D' inverno molti, nella impossibilità di circolare, pongono l' auto su quattro blocchi, la coprono con un telone e aspettano la primavera. Ma la faccenda non è così semplice in un paese dove scarseggiano i pezzi di ricambio e il furto di quelli altrui è pratica diffusa.
Così il proprietario della Zhigulì 2106 della prima immagine è corso ad un ...drastico rimedio!
Drastico è stato anche l' operato della squadra di pittori incaricata di ritinteggiare questo muro di cinta. Ne ha fatto le spese una povera Zhigulì 2101 che, abbandonata e priva di una ruota, evidentemente non era comoda da rimuovere. Il risultato, per quanto comico, ci sembra però discutibile.
Se non propriamente originale, sicuramente è efficace e d' impatto visivo l' insegna dell' ultima foto, realizzata con una Zhigulì 2107 (Lada Riva). Forse è una scultura, fattostà che quest' auto è destinata a rimanere in esposizione ...a lungo!





mercoledì 16 marzo 2011

QUELLA 124 ROSSA...

"Mi è sembrato di vedere una 124 rossa su un piazzale delle strada sotto Posatora, quella che porta al Ghettarello...", così mi disse un mio amico del Club Motori di Ancona poco prima del Natale u.s. Il giorno 26 Dicembre scorso passavo di lì per caso; stavo accompagnando a casa mia nipote e lei mi fa: "guarda zio, non è una 124 quella?" io mi giro e vedo per davvero una 124. Non credo ai miei occhi. Riaccompagno mia nipote e poi mi precipito la. Piove, è un grigio dopo pranzo, non c' é un' anima. Guardo attentamente l' auto che è già stata privata di paraurti, targhe, calandra e fanali posteriori. E' una bella serie II di un meraviglioso rosso corallo; questi pezzi sono all' interno dell' auto, chiusa a chiave. Sul sedile posteriore ci sono anche le targhe, che annoto prontamente. Deve essere del 1972. Mi guardo ancora intorno e alla fine, in cima una scalinata scorgo l' insegna di un carrozziere. Qualche giorno dopo mi reco da quello e mi dice che - contrariamente a quanto pensavo - l'auto non è in procinto di essere demolita ma è lì per essere restaurata.
Rimango perplesso vedendo che questi lavora in un lurido garage ingombro di ciarpame. Faccio una visura al PRA e vedo che l' auto è stata immatricolata il 29 Maggio 1972. Appartiene ad un signore di un paese quì vicino, che trovo sull' elenco telefonico e contatto. E' una persona gentile e disponibile, è un imprenditore. L' auto era del padre, non la vende e vuole restaurarla. Lo avverto in che mani si è cacciato e si indigna quando gli dico che l' auto è abbandonata alle intemperie: egli la sapeva al coperto in officina!
Quando sente la mia città di provenienza rimane sorpreso e mi dice che l' auto viene proprio da quì, era semestrale, di un dipendente della Fiat. Quando mi dice il nome io aggiungo il cognome... il mondo è proprio piccolo! quel dipendente della Fiat è una mia vecchia conoscenza. Mi raccomando al proprietario sulla sorte di questa 124 ricordandogli la sua vulnerabilità agli elementi e pregandolo di recuperarla. E pochi giorni fa la mia preghiera è stata esaudita.










mercoledì 9 marzo 2011

124 DOVUNQUE...

E sempre per la sua diffusione a livello mondiale, la Fiat 124 (e sue derivate) hanno solcato praticamente terra, mare e ...cielo, anche se non sempre in maniera proprio ortodossa. Proprio per le sue più che brillanti caratteristiche è stata scelta, ad esempio dai malviventi per compiere i loro reati; dai registi dei film di azione per compiere scene drammatiche; da famosi cascadeur come Remy Julienne (v. sul sito, alla voce NEWS, la pubblicità). Nella scena in alto, una Seat 124D "faro redondo" in volo durante una ripresa di un film. Ovviamente l' auto è andata praticamente perduta poichè dopo ...l'atterraggio è rimasta irrimediabilmente piegata.
La Zhigulì 21-02 qua sotto più che in terra ...è quasi sotto terra. Non hanno avuto nemmeno il buon senso di rimuovere il suo relitto! ancora peggio è andato alla sua "sorella" 21-01 più sotto: -di mare sì ma questa è andata sotto. La povera auto è rimasta evidentemente intrappolata all' interno della stiva di un traghetto naufragato. Sono infatti visibili le stringhe che avrebbero dovuto assicurarla al di sotto del ponte durante la navigazione.
Se l' è cavata meglio - sempre di mare parlando - la sua "figlia" e discendente Zhigulì 21-05 che ha ...imparato a nuotare! nell' ultima foto si vede infatti un' esemplare di quest' ultima che è stata "navalizzata" e funge perfettamente da anfibio. Da notare che l' idea lungi dall' essere originale, quasi tutti sanno che la prima auto a fare questo è stata una mitica vw Maggiolino con la quale nel 1970 attraversarono lo stretto di Messina.
Ma la 124 è un' auto duttile, si adatta e impara alla svelta. D' altra parte parliamo di una splendida purosangue...










martedì 8 marzo 2011

GLI ESEMPLARI CURIOSI (2^ parte)

La nostra beniamina, la Fiat 124 ha una diffusione a livello mondiale. Questo le ha procurato, oltre ad una fama pari anche una smisurata diversità di ruoli. Specie dove non c' erano molte alternative gli utenti si sono ingegnati ad adattarla agli impieghi più disparati. E la 124 ha dato sempre un' ottima prova, testimonianza sul campo che un progetto azzeccato è anche origine di mille versioni. Nel lontano 1979 ebbi modo di assistere ad uno degli incendi che funestarono la raffineria della mia città. Mi trovavo alla fermata del bus, sulla statale e ricordo con un brivido di piacere, tra altri mezzi di soccorso, anche due splendide Fiat 124 1200/serie III che, cariche di Vigili del Fuoco, sfrecciavano a tavoletta verso il luogo del disastro. Ancora sento il loro rombo dei motori imballati a pieni giri.
Qui sopra più modestamente vediamo una (Tofas) 124 Murat dei Vigili del Fuoco turchi. Come si vede chiaramente, su una carrozzeria stile Citroen Mehari, dotata di rollbar anti capottata sono state montate attrezzature antincendio di primo soccorso. Non è escluso che la vettura sia dotata anche di una pompa per il liquido antincendio.
Ma la 124 ha avuto anche altri ruoli. Sotto vediamo un pick-up sempre di origine Tofas. I russi si sono spinti ancora oltre con la versione 21-05 delle loro Lada (VAZ). In basso vediamo un abbastanza scontato pick-up furgonato rigido (esiste anche la versione telonata e quella scoperta); ma il massimo è il complesso trattore-rimorchio sempre con motrice Zhigulì 21-05. Lo strano veicolo a sei ruote da ultimo invece, su meccanica Zhigulì 21-03 deve probabilmente far parte del complesso di mezzi da parata della ex Armata Rossa. E' comunque perfettamente in linea coi gusti stravaganti dei loro produttori.
















domenica 27 febbraio 2011

LA FIAT 124 NEL MONDO (Pt. III)

Eccoci di nuovo a documantare la diffusione mondiale della nostra beniamina. In queste immagini vediamo, dall' alto in basso, due foto di un esemplare con guida a destra, costruito su licenza in India nel 1968, tutt' ora esistente a Bangalore. Segue poi un immagine del Cairo, città dove la 124 viene tutt' ora apprezzatissima, assieme alle sue versioni straniere sovietiche, spagnole e turche. Vi è poi un esemplare costruito in Uruguay, e infine un esemplare di Zhigulì 21-011 fotografato dal sottoscritto a Varadero, Cuba, nel Giugno del 1994.
La bontà del progetto base della 124 è testimoniata dal fatto che - versioni (ex) U.R.S.S. a parte - gli esemplari costruiti o esportati nel mondo sono veramente identici a quelli che uscivano da Mirafiori. Anche le versioni con la guida a destra avevano allestimenti e dotazioni immutate rispetto la nostra.
Una nota particolare merita il fatto che, grazie alla loro proverbiale robustezza, le 124 sono apprezzatissime in Africa. Al Cairo ce ne sono molte poiché gli Egiziani se ne sono portate tante laggiù. Un mio caro amico mi diceva che talvolta a Torino per salvare dall' esportazione i pochi esemplari superstiti bisogna dar loro la caccia!
Ci risulta che addirittura qualcuna presti servizio presso nostre missioni, portate al seguito da nostri sacerdoti.


















venerdì 18 febbraio 2011

NOVEMBRE 1966: PRIMO ESAME PER LA 124 (pt.2)

Nella precedente puntata si era parlato di questo primo grande esame per la nostra beniamina. La migliore rivista automobilistica nazionale aveva sottoposto cinque esemplari della nuova Fiat 124 ad un severissimo test per 180mila Km complessivi, coperti nell' arco di appena 40 giorni, marciando senza sosta giorno e notte. Venti piloti e sei tecnici dell' ISAM addetti alle speciali apparecchiature di misurazione dati si erano alternati alla guida delle nuove berline per realizzare questo maxi-test.
Rilevate le percorrenze, i tempi di marcia e di sosta, il n. di giri dei motori, i consumi di carburante, olio e le temperature di funzionamento, alla fine di questa massacrante prova le vetture sono state smontate ed esaminate scrupolosamente. E' stato misurato il grado di compressione dei motori, lo stato di pulizia dei vari organi e il loro stato di usura.
Lo stato di pulizia è stato misurato con un metodo del Coordinating Research Council (CRC Merit).
Il grado di pulizia emerso è buono, quello di usura insignificante, come la differenza di prestazioni rispetto ad un esemplare nuovo. Addirittura migliorati i consumi di carburante, a seguito dello "slegamento" del motore e dei vari organi meccanici.
In questa prova la 124 è risultata vincitrice alla grande: le cinque vetture hanno fornito un risultato di gran lunga soddisfacente.
(le foto a corredo dell' articolo sono puramente indicative)










LA GAMMA DEI COLORI DELLA Fiat 124

Anche per quanto riguarda la verniciatura la Fiat 124 ridefinì standard metodologici e qualitativi. Venne adottato un metodo detto "pour toujours", vale a dire per sempre, che consisteva in un procedimento complesso.
Le scocche assemblate venivano sottoposte a "fosfatazione" e poi immerse in un bagno galvanico antiruggine in immense vasche. Dopodiché la lamiera così preparata riceveva ben cinque strati di vernice sintetica applicata con metodo elettrostatico. Si polarizzava elettricamente la scocca con un polo mentre la vernice veniva polarizzata con quello opposto, per farla aderire meglio.
Sotto veniva steso uno strato di vernice antirombo, poi l' insieme veniva lisciato ("rullato"), appositi mastici sigillavano punti speciali ed infine la carrozzeria entrava in appositi forni dove la vernice veniva cotta.
Procedimento conclusivo era la lucidatura della vernice, la quale era disponibile nelle seguenti tonalità (e relativi codici di fabbrica):

- Grigio Acciaio n. 0675;

- Amaranto n.0181;

- Bianco Neve n. 0233;

- Verde Scuro n. 0386;

- Blù Notte n. 0456;

- Acqua Marina n. 0433;

- Blù Pavone n. 0483;

- Beige Sabbia n. 0583;

A richiesta, senza sovrapprezzo, Nero.

In seguito, nei primi anni '70, per ottemperare alle normative antinquinamento, la Fiat cambiò la composizione chimica delle vernici adoperate per proteggere i cerchi ruote. All' incirca nel 1972, non essendo disponibile un alluminio per i cerchi abbastanza resistente era norma verniciare questi ultimi in bianco sporco. Mentre sulle versioni sovietiche fu sperimentata con successo una speciale formula chimica resistente al gelo.