sabato 3 marzo 2012

ESEMPLARE UNICO!


La Fiat 124 Cabriolet Touring è stato l’ultimo progetto dalla carrozzeria Touring .
La Touring era una carrozzeria italiana fondata a Milano nel 1926, specializzata nella progettazione e assemblaggio di autovetture fuori serie, per conto di altre case automobilistiche che gli fornivano gli autotelai.
Nel 1966,alla presentazione della nostra beniamina la carrozzeria Touring si rivolse alla Fiat chiedendo il telaio di una vettura di serie per realizzare un nuovo modello. La Fiat consegnò alla carrozzeria una Fiat 124 berlina completa.
La Carrozzeria Touring la elaborò e realizzò la Fiat 124 cabriolet Touring, che fu presentata al salone di Torino del 1966. Era una Cabriolet quattro posti e due porte, una 124 berlina a cui era stato asportato il tetto e irrobustito il telaio. La nuova vettura era caratterizzata, tra l' altro, da due sole portiere laterali allungate per favorire l’accesso ai sedili posteriori e un parabrezza maggiormente inclinato.
La Fiat 124 Cabriolet Touring era fornita anche di Hard Top in poliestere per il periodo invernale.Il telaio, la meccanica e il motore rimanevano identici a quelli della Fiat 124 Berlina da cui derivava.
Al Salone di Torino del 1966 riscosse un notevole successo di pubblico, la vettura piacque addirittura ad Agnelli, ma purtroppo la Fiat non si interessò alla sua produzione.
Infatti la vettura risultava molto ben proporzionata, con un aspetto gradevole e buon equilibrio dei volumi.
A parte le modifiche proprie dell' allestimento a due porte, anche dentro era identica alla berlina a quattro porte da cui derivava. Unica differenza era il quadro strumenti, che sullo strumento rettangolare di serie vedeva ora inserito un elegante pannello di radica con incastonati tutti strumenti circolari a fondo scuro, con una dotazione più completa.
[Tale accessorio era molto in voga all' epoca e veniva venduto come salato "aftermarket", N.d.R.]

La Carrozzeria Touring che si trovava già in cattive acque a causa di enormi debiti, col fallimento di questo progetto arrivò presto allla chiusura, che avvenne alla fine dello stesso 1966.

Questo unico esemplare è adesso di proprietà di un socio ASI che la tiene e la cura amorevolmente; egli afferma orgoglioso che "la capote è così ben studiata e realizzata che non è mai entrata una goccia d' acqua!".




















domenica 29 gennaio 2012

GLI ESEMPLARI CURIOSI (3^ parte)

Finora abbiamo visto le mille versioni - ufficiali e non - tratte da quella proteiforme che si è dimostrata la nostra beniamina, la Fiat 124 e le sue varianti estere. E sempre su questo filone stavolta vediamo una sorta di ..."Mehari", ovvero una versione "scout" con la parte posteriore cassonata e coperta da una capote in tela rimovibile. Ovviamente si tratta di un esemplare "one_off", unico, di costruzione casalinga. Il costruttore l' ha chiamata cabrio, anche se sembra veramente una versione come detto sopra.
Abbiamo poi due "fuoristrada" di livello crescente, una dall' aspetto più moderato, l' altra invece molto più agguerrita. Anche questi sono esemplari unici, di costruzione "fai_da_te", non certo prodotti di serie. Notare poi che la seconda è costituita dall' unione della carrozzeria dell' auto propriamente detta con il telaio (e probabilmente anche la meccanica) di un altro mezzo, veramente adatto all' "off_road";
Infine c' è la ...versione estrema, cingolata (!) per uso agricolo; non abbiamo notizie di come sia composta la meccanica, certamente pare una sorta di carro armato.
Queste quattro immagini hanno in comune due cose: la prima nell' utilizzare parti di 124 (di costruzione estera), la seconda di non essere certo campioni di buon gusto quanto a realizzazione e styling. Ma evidentemente chi le ha realizzate ha fatto quello che poteva nel suo contesto e nelle sue condizioni.

































martedì 10 gennaio 2012

LE VERSIONI ESTREME

Certamente un' auto come la Fiat 124 (e derivate) non poteva disdegnare certi ruoli. Perché se è stata tutto quello che è stato, non poteva sottrarsi alle mille interpretazioni personali che inevitabilmente emergono quando si è diffusi in tutto il mondo, essendo così utilizzata e conosciuta da milioni di persone dai gusti e provenienze più disparate.
Così non poteva mancare la versione snob, con l' interpretazione di una sua conoscente assai più blasonata: "se ho le misure di abitabilità pari a lei cos' altro mi manca per esserle vicina"? si sarà forse chiesta la nostra beniamina. E' una vettura di grandi qualità la nostra 124, anche se non è proprio come la berlina che - nella prima foto - vorrebbe imitare...
Vedendo la seconda foto non mancherà chi farà gli immancabili scongiuri: ma purtroppo anche quello è un ruolo che qualcuno deve pur ricoprire e, anche quì la nostra beniamina non si è tirata indietro. Certamente nessuno vorrà provare questa versione da ...passeggero, ma diciamo che noi appassionati, il fatidico giorno apprezzeremmo anche lei.
Non poteva mancare un tentativo di "Super_Car", con tanto di fari retrattili e interni ...ehm, rivoluzionati (non -ri)...
Certamente questa è riuscita un po meno perché anche una grande Auto ha i suoi limiti e questa, quanto ad aerodinamica, non è proprio l' ultimo grido della tecnica.
Ma alla 124 la buona volontà non è mai mancata. E come sempre, lei ci ha provato.



















sabato 3 dicembre 2011

I NOSTRI RECUPERI

E' con una certa soddisfazione e un po di orgoglio che possiamo fare un primo bilancio delle nostre attività. A cinque anni dall' apertura del nostro sito e dall' inizio delle nostre attività volte a promuovere l' immagine della Fiat 124, ad aiutare quanti vogliono restaurarne una e a salvarne esemplari, ecco quà una carrellata degli esemplari salvati fino adesso da noi.
La prima in assoluto è stata questa bella 124S I^ serie direttamente quà ad Ancona. Scomparso l' anziano proprietario la figlia l' aveva lasciata in conto vendita presso una officina che si occupa anche di veterane. Ma a questa non era stata purtroppo prestata molta attenzione e senza di noi rischiava di fare una brutta fine.
Segnalata dal nostro sito è stata acquistata da un appassionato di Avellino. Poi è toccato alla 1200/serie III ferma in un campo presso Viterbo. Un nostro caro amico è sceso da Torino per venirla a prendere. Terza, in ordine di tempo, è stata questa bella e rara 1200/serie II rossa, già appartenuta al mio ex_suocero.
L' attuale proprietario la sapeva al sicuro presso l' officina alla quale l' aveva affidata, il sottoscritto l' ha trovata abbandonata all' aperto da mesi, sotto le intemperie, dove quello scellerato di "carrozziere" l' aveva dimenticata.
Adesso è al coperto, al sicuro. Di recente la doppietta delle ultime due: la bella 1200/I^ serie del 1968, gemella della mia Verdona, recuperata in extremis presso un demolitore di Monza. Già era stata avvistata da un ungherese che la voleva come fonte di pezzi di ricambio per il suo esemplare del '66. E la 1200/serie III, un pò malconcia, avvistata dal buon Roberto Mensio e poi trattata dal sottoscritto col proprietario, a pochi Km da quì.
Anch' essa è adesso a Torino e si salverà.
Unica trattativa fallita è stata per una Fiat 125 "fanalone" abbandonata ad un Km da quest' ultima 124! il proprietario, un ex_agente di commercio, l' ha testardamente abbandonata alle intemperie perché chiede troppo e non ha trovato acquirenti: il buon senso sarebbe auspicabile in tutte le cose!





































mercoledì 16 novembre 2011

VITTORIO GHIDELLA, l'ultimo Grande di Fiat Auto

Il 16 Marzo di quest' anno se ne è andato quello che a ragione è definito l' ultimo Grande di Fiat Auto: l' ing. Vittorio Ghidella. Laureatosi a pieni voti in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, dopo aver aiutato il padre nella sua fabbrica di cuscinetti a sfere (Riv_SkF) entrò in Fiat, dapprima alla Filiale Fiat_Allis in Nord America, poi nel 1978 a Torino per risollevare le sorti del colosso, che non navigava in buone acque, sia per gli scioperi degli anni di piombo sia per la gamma di vetture che era da rinnovare.
Profondo conoscitore delle auto, amava quel mondo ed era convinto che le vetture dovessero essere innanzitutto popolari, oltreché belle. Il suo grande successo, un successo travolgente e forse irripetibile, che risollevò letteralmente la Fiat ponendola al quinto posto dei costruttori mondiali e prima in Europa fu la FiatUno, di cui se ne sono vendute oltre sei milioni.
Ghidella era un uomo simpatico, affabile, che credeva in quello che faceva; altri suoi grandi successi, di larga diffusione e che tanto lustro hanno dato alla Fiat sono state la Tipo, la Croma, la Delta, la Thema, la 164 e la Y10.
Entrato però in contrasto con Cesare Romiti, che non credeva nel settore Fiat Auto, Ghidella se ne andò a mietere successi in altre industrie. Peccato per Fiat che l' idea giusta era quella di Ghidella ("non ci si improvvisa ingegnere a sessant' anni!"), perché poco tempo dopo la nostra multinazionale ricominciò a perdere terreno...






















giovedì 3 novembre 2011

LA FINE....

Nel Luglio ultimo scorso è terminata la produzione dell' ultima erede della nostra beniamina: l' AutoVaz ha infatti fermato le catene di montaggio della Lada 21_07, da tutti noi conosciuta come Zhigulì.
E pensare che, grazie ad icentivi statali alla rottamazione, la 21_07 è stata la seconda vettura più venduta in Russia nel 2011, con 69.500 esemplari. Costava solo 2800 € ma non era la sua unica virtù, come ben sappiamo.
Prodotta dall' Aprile del 1970, dopo il crollo del regime sovietico la vettura fu comunque tenuta in produzione, e oculatamente perché durante i suoi 41 anni di produzione (!) non è passata mai di moda in quel continente e ha incontrato perfettamente le esigenze del popolo russo. Ovviamente è stata rivisitata e aggiornata quanto basta: le ultime versioni avevano un motore a iniezione di 1500 cm3 e la marmitta catalitica [non ha mai adottato le sospensioni a balestra, come scritto da qualcuno su Wikipedia!], ma gli aggiornamenti - sebbene l' anbbiano notevolmente appesantita  -non sono mai stati tali da stravolgerne la linea completamente.
Anche i nomi le sono stati via via cambiati, Lada Nova e Lada Prima in Italia, Francia, Spagna e Germania; in Gran Bretagna è stata commercializzata come Lada Riva, in Canada come Lada Signet, in Brasile e Sudamerica come Lada Laika. In altri paesi dell' Est semplicemente come "1200S", come la cilindrata.
Numerosi anche gli stabilimenti dove veniva prodotta: a cominciare dal notissimo VAZ di Togliatti, sulle rive del Volga a Città 6 Ottobre, in Egitto (stabilimento Suzuki), in Germania Ovest, a Dorpen e in Kazakstan, a Oskemen.
Alla fine la produzione ha totalizzato i 16 milioni di esemplari: non male per l' Auto dell' Anno 1967, no?

Nelle foto: in alto "la master", cioè la nostra Fiat 124; nelle due foto seguenti: la Lada 21_07;





























martedì 13 settembre 2011

IL V A Z

Lo stabilimento automobilistico del Volga, da cui l' acronimo del titolo, fu inaugurato nel Settembre 1970, ma la prima Zhigulì 21_01 uscì dalle catene di montaggio il 19 Aprile di quello stesso anno. Come sappiamo era una nostra Fiat 124 I^ serie/1200 modificata e irrobustita.
Ma il suo prototipo, la cosiddetta "Fiat 124R", dove R stava per Russia, girava gà da un paio d' anni per le strade sovietiche. Fu assemblata in piccole quantità quì in Italia e sottoposta a numerose prove già dall' anno 1969. Nelle foto dell' articolo ne vediamo alcuni esemplari, riconoscibili dal fregio Fiat e dai particolari esterni propri solo della 124.
Il modello 21_01 fu il primo costruito nell' impianto del Volga (la cosiddetta "Mirafiori dell' Est")
e finora si calcola siano state costruiti circa 16 milioni di esemplari - nelle varie versioni - della Fiat 124 " modello URSS".
L' anno 1972 vide assegnare il prestigioso riconoscimento internazionale del "Mercurio d' Oro" a questo stabilimento e nell' anno 2000, una giuria di giornalisti russi della rivista Za Rulyom (Al Volante) nominarono la Zhigulì "migliore auto russa del 20° Secolo". Vista la sua diffusione e il servizio prestato nei suoi 41 anni di onorata carriera ci sembra un riconoscimento più che meritato.