
venerdì 23 luglio 2010
FOTO CURIOSE

giovedì 22 luglio 2010
LE PECORE NERE DELLA GENIA
Un modello così valido come progetto base, quello della Fiat 124, fu suscettibile nel tempo ad essere sviluppato ed affinato in mille varianti. In questo articolo vediamo solo alcune delle infinite proposte di modifica su meccanica Fiat 124/1200.Al salone di Torino di Novembre 1968 fu presentata la proposta di Poccardi eseguita dalla carrozzeria Frua. A quel tempo, l'attività dei carrozzieri, veri e propri sarti specializzati nel vestire "fuori serie" le meccaniche migliori, era veramente florida e diffusa.
Come abbiamo già avuto modo di vedere in precedenti articoli di questo Blog, ci furono tante proposte per fare un vestito elegante e fuori degli schemi alla nostra berlina: Vignale, Moretti, Savio.... e tanti altri, chi più chi meno riuscito.
Quella illustrata sopra - come del resto anche il Coupè 125 - non ci sembrano all'altezza delle migliori realizzazioni stilistiche. Perchè se è vero che la 124 Familiare era un pochino "pesante" nella sua parte di coda, a noi appassionati piace comunque parecchio, se non altro per la sua armonia delle forme ed equilibrio dei volumi.
Questa di Poccardi innanzitutto non ci sembra originale: provate a confrontarla con la contemporanea Opel "Kadett" SW e capirete subito il perchè. Perfino le luci di coda sono identiche, ispirate alla Station tedesca! E poi, soprattutto, non ci sembra riuscita la parte della coda, la seconda e terza luce del padiglione e come questo si raccorda con la coda: tutto l'insieme
sembra una grande vetrina. Buona invece l'idea delle tre porte, moderna e avvenieristica. Eleganti le ruote con la fascia bianca. Sotto invece vediamo alcuni proposte/prototipi del VAZ. Quello sopra non è proprio brutto, per quanto non sia propriamente riuscito nè sarebbe valsa la pena di metterlo in produzione. Era basato sul modello 21-01 di nostra vecchia conoscenza.
Decisamente brutti invece questi due prototipi a lato, su base Lada 21-05, e che costituiscono un estremo tentativo di "spremere" fino all'inverosimile un progetto oramai giunto alla fine della sua evoluzione. Un pò come fecero gli inglesi nell'immediato dopoguerra quando spremettero fino alla fine gli aerei con motore a pistoni.giovedì 15 luglio 2010
TOFAS SERCE, 1986.

. Questa ennesima versione straniera della nostra beniamina è comunque interessante per via dei molti particolari stilistici che adotta, sulla falsariga di una riuscita razionalizzazione.TUNING, CHE PASSIONE

La Fiat 124 - e le sue derivate - sono nate e vissute in piena "era di tuning" e trasformazioni. Oggi questa pratica è in voga molto meno, anche perchè le auto, oltre ad essere oramai quasi esclusivamente un bene di consumo, sono pressochè completissime.Anche le cosiddette "versioni base" sono già ben fornite di fabbrica, almeno ad un buon livello. E questo lascia poco quindi alla fantasia degli automobilisti appassionati. Una volta invece le auto di norma erano abbastanza basiche, per averne una ben allestita si doveva salire di fascia di cilindrata (e prezzo).
Ecco quindi che la fantasia degli utenti si scatenava, anche a seconda dei gusti. Oltre che ad una questione di accessori, fino a una ventina di anni fà era abbastanza frequente vedere cambiamenti anche strutturali, cambiamenti cioè che alteravano l'aspetto di un'auto per farla somigliare ad un'altra versione della stessa, quasi sempre più recente.
Chi non ricorda le vecchie Uno col muso e/o la coda della nuova, la Tipo base col muso della i.e., le RitmoL con le ruote della CL... e così via.
Per la 124 berlina normale, le modifiche più gettonate erano:
- il cambio della calandra; in maniera particolare le I^ serie spesso adottavano la calandra della
serie III, tutta di plastica nera; spesso a questa erano associate le ruote della stessa serie;
- il cambio dei fanalini di coda con quelli più grandi delle serie successive;
- il cambio del cruscotto con quello della versione "Special", quello ad elementi circolari.
Alla fine degli anni '70 e nei primi '80 la modifica del punto due [fanali di coda] era quella più vista in assoluto. Allora si notavano a tal proposito due distinte tipologie di lavoro: quello a regola d'arte e la cosa "raffazzonata".
Nella prima, il proprietario aveva fatto sostituire l'intera traversa posteriore con quella della versione II; un intenditore poteva riconoscere questa modifica solo dal numero di targa troppo basso per quella versione.
Nell' inverno del 1980 scovai nella mia città una Grigiona identica a quella di famiglia, ma immatricolata nel 1966 a cui era stato fatto questo lavoro ed era oggettivamente bellissima.
Nel caso - tutt'altro che infrequente - che invece il proprietario avesse fatto eseguire una modifica in economia, lasciando inalterata la originaria traversa, il cambiamento si vedeva subito, eccome.
Si percepiva immediatamente "qualcosa di sbagliato", di rimediato; e poi i fanali nuovi in questione erano troppo spostati verso l'interno.
Nelle foto a corredo di quest'articolo, a parte la prima - un fotomontaggio "what-if" di un lavoro a regola d'arte - si può osservare quanto detto sopra. Innanzitutto, malgrado la targa turca, l'auto non è una 124 Murat ma nient'altro che una Zhigulì di produzione sovietica. Da tre quarti anteriore e di fianco l'auto (a parte gli orribili cerchi che simulano i raggi) tradisce la costruzione d'oltre-cortina perchè ha due caratteristiche opposte e sconosciute alle Murat di costruzione Tofas: le maniglie delle portiere basculanti e - soprattutto - la presenza delle grigliette di sfogo alla base dei montanti del lunotto.
E se ci fosse stato bisogno di conferme, all'interno l'auto sfoggia un cruscotto mai visto sulle Tofas, quello col finto legno. Altri particolari sono il pedale dell'acceleratore, quadrato ed esclusivo dei russi, e la foggia delle levette al volante.
Sulla coda di questa Zhigulì si può notare la modifica di cui sopra, e cioè l'istallazione - in maniera del tutto dilettantesca - dei fanaloni tipici delle 124Murat: e l'esecuzione sommaria di questo lavoro, assieme all' aspetto malconcio e trasandato della vettura, danno una chiara idea di ciò che si faceva.

martedì 13 luglio 2010
La 124 SUL BOSFORO

Fiat 124 è stata una delle auto più longeve e più riprodotte in assoluto nel mondo. Un'altra, l'ennesima versione, sconosciuta ai più si ebbe dal 1971 anche in Turchia. Era prodotta dalla Tofas di Bursa, una consociata locale della Fiat, tuttora attiva e che costruisce su licenza parecchi modelli del Gruppo di Torino, anche modificati e adattati alle condizioni climatiche locali.Il motore dell'auto era lo stesso nostro 1197 ad aste e bilancieri e l'auto godette anche là di un grande successo commerciale. Tanto che dal 1986 fu sviluppato localmente un altro modello, che vedremo più avanti, non privo di interesse.
giovedì 17 giugno 2010
UNA PAROLA SUGLI ACCESSORI



domenica 4 ottobre 2009
ALTRE FUORISERIE DERIVATE DALLA 124

Quì sopra sono raffigurate quattro proposte di altrettante firme famose, alla fine degli anni '60, di Coupè derivati dalla Fiat 124 berlina 1200. Dall'alto in basso e da sinistra a destra osserviamo il Coupè di Scioneri, poi quello Moretti, quello di Savio e infine la Francis-Lombardi.
Come si può osservare la vettura di Scioneri è abbastanza bella e accettabile. Ricorda in qualcosa la 1500 Cabriolet e, sia pure con una linea molto classica che poco concedeva all'estro e alla fantasia ci sembra posizionabile - in una immaginaria graduatoria - dopo la imbattibile "Eveline" di Vignale.
A seguire abbiamo l'esemplare di Moretti, altra rinomata firma. Anche questa non è male come linea, sicuramente è più fantasiosa della Scioneri e ricorda un pò la celebre Fiat Dino. Era basata su pianale e meccanica Fiat 124S del 1968 e ne utilizzava ovviamente parte della componentistica. A nostro avviso la parte meno riuscita era la plancia che ricordava più quella di una corriera che di un'auto. Era stata infatti adottata una infelice soluzione che prevedeva tre enormi quadranti circolari, due quelli della 124S con tachimetro-contakM. da una parte e spie e indicatori dall'altra, più un terzo per il contagiri. Il volante era lo stesso della 124S, così pure come i gruppi ottici posteriori.
Le altre due a seguire sono la 124 di Savio e quella di Francis-Lombardi, sinceramente non molto belle o riuscite a dispetto della nobiltà dei rispettivi marchi. Al momento purtroppo non sono noti gli eventuali numeri di produzione di questi coupè; un esemplare male in arnese e da restaurare - comunque recuperabile - della 124 Coupè Moretti era in vendita su e-bay tempo fa.
















